Il Bastione dell'Impossibile a Trapani


ha partecipato alla
XVI edizione
GIORNATA FAI DI PRIMAVERA

Sabato 5 e Domenica 6 Aprile 2008

Appunti per una storia

Con i fondi reperiti per la disputa degli atti 8 e 9 della Louis Vitton Cup, nell'estate del 2005 si è proceduto al recupero e al restauro del Bastione dell'Impossibile, uno dei "cavalier" (forti) costruiti nel Cinquecento dagli spagnoli per la difesa della città dalle incursioni dei turchi e dei barbareschi che con i loro galeoni "corseggiavano" nel Mediterraneo . Liberato dalle superfetazioni che lo nascondevano  e ripristinato l'accesso alla terrazza sovrastante, veniva restituita alla città una terrazza sull'intero porto e sulla linea costiera di mezzogiorno.

La sua costruzione viene fatta risalire alla prima parte del XVI secolo come necessità imposta dall'introduzione dell'artiglieria negli usi bellici e il conseguente adeguamento delle difese murarie delle città. L'opera di ristrutturazione delle difese fortilizie di Trapani , tra difficoltà economiche e tecniche, ritardi burocratici ed emergenze varie continuò per tutto il Cinquecento ed ebbe una organica sistemazione con l'intervento di Vincenzo Locadello. Il canale posto ad oriente della città fu dragato e allargato. Si costruì la scogliera di tramontana a difesa dai marosi e dagli attacchi di navi nemiche. Si rafforzarono mura di cinta e si migliorarono le fortificazioni. Al posto dell'antica chiesa di Santa Maria del Porto si decise di costruire la Caserma degli Spagnoli (XXX Gennaio).

Riprendiamo da G.F. Pugnatore, Istoria di Trapani [1595], a cura di Salvatore Costanza, 1984 Corrao Editore, pagg 152 e seguenti:

V. Quando e perché si incominciarono a far cavallieri di muro che ora sono attorno di Trapani.

Comparsero al mezzo d'ottobre dell'anno 1525 venticinque galee d'infedeli alla Favignana, per aspettar quivi forse qualche occasione di far alle cose cristiane alcun notabile danno. Laonde i Trapanesi, credendosi per il gran numero loro che fossero l'antiguardia dell'armata turchesca, la qual vi fosse venuta per aspettar quivi l'avanzo, affin di venir per aventura a dar tutta unitamente l'assalto alla loro città, o ad altre del suo contorno, mandarono ad avisarne tosto in Palermo il viceré Pignatello; il quale, ciò inteso, quindi prestamente con alcune compagnie spagnuole partendosi in Trapani venne per  proveder alle cose secondo occorresse. Ma poco dapoi,partendosi quei vasselli dall'isole senza aver fatto alcun movimento, esso viceré parimenti di là si partì, avendovi in prima ben considerato il bisogno che quella città averia avuto di fortificazione, quando mai i nimici vi avesser voluto tentare qualche impresa d'intorno, per la debolezza  che a quel tempo avevano l'antiche sue mura incontra la violenza del nov'uso dell'artiglierie, con le quali ormai ogni fortezza, così per mare, come per terra, infin all'or si batteva, e per lo più ancor s'otteneva.   .......esso viceré....incominciò a far riparare le terre che erano più sospette del regno, con quel miglior modo che all'or si poteva: tra le cui prime una fu Trapani, attorno alla quale s'incominciarono a bastionar solamente con terra e fasci di legna tutti quei lochi, i quali dapoi, copertisi che col tempo furon di mura, rimaser formati in quei cavalieri che quivi insino al presente si veggono. Et all'ora fu per ordine degli ingegneri disfatta la capella che era in su lo scoglio di sant'Antonio, acciò che in tempo di assedio non potesse esser di commodo alcuno a' nimici; et all'or anco si distrusse la chiesa di santa Maria del parto, che all'ora era la gange de' frati del Carmine, acciò che per la sua vicinanza non potesse esser di noia in alcun tempo al castello.......Appresso a ciò poi si incominciò dalla banda di terra a fortificar la città, allargandola in prima inverso levante, quanto si vede esser dalle vestiggia delle mura vecchie, che quasi per tutto uguali al suolo della strda ancor vi sono, insino alle mura che ora dal cavaliero dello imposibile furon tirate inverso quell'altro oriental muro della torre che era innanzi alla porta reale, et alla detta porta invece di rivelino ..serviva.......
Incominciossi all'or (1526) anco il cavalliero predetto dell'Impossibile, il qual fu così nominato perciò che, essendosi egli all'ora non pur dentro al mare fundato in circa otto canne d'altezza (16,5 metri), ma anco sopra certi bollicami di acque tanto voraci che erano insin a coloro che vi natavano accanto spaventevoli, era da tutti cosa impossibil tenuto che egli mai vi si avesse stabilire potuto.  Et all'or pure quella publica, et antichissima porta, che accanto alla Torre de' Pali, fu in tutto levata, e fattasene un'altra in suo cambio più al loco del detto cavalliero vicina.
Nell'istesso tempo che si attendeva alla fundazione del cavalliero medesimo, si gettò ancora nel mare di tramontana quella longhissima mole, sovra la quale si vede oggi dal Castello insino a' scogli del cavallier della Conca gir esso mare co' venti settentrionali rompendosi, per impedir tanto i nimici a non potersi avvicinar co' vaselli a batter da quella banda le mura della città, quanto il proprio mare a non poter in tempo di fortuna arrivar co' suoi flutti a far alcun danno alle mura medesime.

 

XII.....il Gonzaga, l'imperial comandamento esseguendo, incominciò a seguire fra l'altre la fortificazione di Trapani, che insino innanzi che esso imperator vi passasse si era già dalla banda di terra incominciata, conducendola insino al meridional contramuro del castello:. il qual contramuro fece anco primamente munir di quei due grossi torrioni che or tuttavia inverso terra vi sono; e poscia d'un fosso tant'altamente intorno di quello fondato, e così pure d'intorno a tutti gli orientali muri della città, che l'acqua del mare, passandovi dentro, avesse fatto restar e la città et il castello giuntamente isolati.
La parte di mare medesimamente prese a fortificar, armando i bastioni, che già ...vi eran di terra a' lochi opportuni disposti, di forti e ben ordinate muraglie.... Essendo dapoi il Gonzaga stato poco appresso mandato per governator a Milano, egli fu forzato di lasciar la fortificazione di Trapani assai ancora imperfetta. Tuttavia, essendo venuto in suo loco Giovanni di Vega per viceré di sicilia, ella fu fatta seguire da lui secondo il modo che dal Gonzaga era stato ordinato.......
Fe' il Vega appresso a ciò cavar tanto, sotto i muri inverso di terra, che il fosso dal Gonzaga incominciato vi restò tanto alto che alfine l'acqua del mare, così da mezzodì, come da tramotana, da ogni tempo vi entrava. Dal che in effetto se ne reser la città insieme col suo castello tutti d'intorno isolati; et all'or eziandio fe' far esso Vega per cagion di quest'acqua un ponte sopra il fosso con una porta nel muro accanto all'antica uguale al ponte in altezza, e la detta antica fece otturare di modo che non si apriva se non al tempo delle vendemmie, affin che i carri, che portavano il mosto, vi potessero entrar passando per l'acqua del fosso senza incommodare coloro che a pié, et a cavallo, per il ponte se ne givano..........

XXXVI...